giovedì 19 marzo 2009

L'Arte per l'Arte?

Credo che l'arte e la letteratura non debbano avere per forza uno scopo, un fine. Mi è sempre piaciuto guardarle e sentirle come suoni e immagini, storie e parole, senza sentirmi in dovere di riflettere su una morale, di trarne un insegnamento. Con questo non voglio dire che sono sbagliati i collegamenti che si fanno dopo aver ascoltato una storia, e che magari non ne debba nascere una discussione, ma che non si possa leggere solo per imparare, ma anche per il banale gusto di sapere come va a finire. Sottolineo l'importanza della storia, della trama, ma anche l'importanza di farsi trasportare dalle parole senza voler capire a fondo il messaggio dell'autore.
Sono più lettrice che scrittrice e, ultimamente, sto tentando di diventare una tessitrice di storie. Storie appunto, non morali, ma anche parole, suoni, che stiano bene insieme anche se il loro significato è orribile, se il loro senso è crudele.
Ovviamente è una mia opinione e, se credete che l'arte debba essere fatta con l'intento di dare un insegnamento fatemelo sapere... Comincerò a intrecciare i fili delle opinioni.

Inoltre, quando parlo di libertà di espressione purché letteraria, intendo che in questo spazio vorrei un linguaggio letterario e tematiche letterarie. Ma non è un ordine, mi rendo conto benissimo che anche il mio linguaggio letterario è scemato dall'inizio del post, è solo un immagine di una grotta dove un gruppo di ragazzi parlano in versi e si raccontano storie. Questa è l'aria che vorrei respirare in questo blog.

2 commenti:

  1. Trovo giusto quello che hai scritto, ma sono dell'idea che anche anche la piu banale storia o il più infantile fumetto abbiano un fine. Se un libro sembra non lasciarci una morale, un insegnamento o un qualkosa su cui riflettere in realtà lascia al lettore un "fine". Inconsciamente credo che quasiasi lettura ci trasmetta qualche nozione, qualche sensazione..
    Anche se banale la lettura dovrebbe essere un piacere e non un qualcosa di imposto da altri--> e qui mi riferisco alla didattica scolastica che impone una serie di libri da leggere.Umberto Eco in una sua intervista di qualche anno fa disse di sperare di non fare la stessa fine di Manzoni. Al di la del fatto che nn sono sicuro che a lui dispiaccia, al liceo ho dovuto leggere "il nome della rosa" con tanto di recensione e domande. Un pò come dietro il mio libro scolastico dei "promessi SPosi" che è pieno zeppo di domandine,ed esercizi "divertenti"=/
    Trovo bello invece leggersi un libro con tutta la calma e l'atmosfera che uno riesce a crearsi attorno a se.
    Per quanto riguarda le tematiche letterarie come ho detto nel precedente post,possono comprendere tutto perchè la scrittura comprende tutti gli aspetti di questa società.Quindi ad esempio se a qualkuno piacesse il "COdice da vinci" al di là di una discussione puramente inerente al linguaggio usato, alle sensazioni avute, si arriverebbe anche a discutere dell'"opus dei" e quindi del cristianesimo,quindi della religione.
    Tu comunque cosa ne pensi dei libri scolastici come il Libro cuore i promessi sposi e anche opere come la Divina commedia?
    Trovo i promessi sposi un bel romanzo certo non il mio genere ma se l'avessi letto senza tutta quella fretta e quell'ansia...
    o forse sei dell'idea che aver letto una prima volta un libro per imposizione ci aiuti a leggerlo una seconda con più voglia?

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  2. Una volta ho chiesto ad un'insegnante cosa fosse la cosa più sbagliata da fare per avvicinare i giovani alla lettura, lei mi ha risposto: obbligarli a leggere. Allora le ho chiesto cosa bisognasse fare per incoraggiarli, lei ha detto: obbligarli a leggere. La situazione, come vedi presenta due facce completamente opposte e totalmente valide. Non saprei assolutamente quale è la più giusta, perché forzare qualcuno ha il solo risultato di fargli odiare quello che sta facendo, e di sicuro pochi sono quelli che hanno riletto i promessi sposi o il libro cuore una volta finito il liceo e io non sono tra loro. D'altro canto so che se non mi avessero obbligata a leggere la divina commedia o i sonetti di cavalcanti, ora non avrei conosciuto alcuni tra i versi più belli mai scritti e non avrei questo amore per la poesia. L'unica cosa che so è che ad un certo punto l'amore per la letteratura, ad alcuni, viene, indipendentemente o dipendentemente dall'obbligo e dagli esercizi scolastici non te lo saprei dire e questo spazio, come molti altri blog, è nato proprio per unire quegli "alcuni".
    i fili cominciano ad intrecciarsi... Grazie Braccio

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